Carcere per i grandi evasori, con la sinistra al governo torna il tormentone sulle tasse

Carcere per i grandi evasori, con la sinistra al governo torna il tormentone sulle tasse

Dalla nascita del governo Conte bis o “giallorosso” è stato un susseguirsi di dichiarazioni e idee sull’imposizione di nuove tasse “di scopo” per finanziare voci di spesa. Il ministro dell’Istruzione, il grillino Lorenzo Fioramonti, ha lanciato l’ipotesi di stangare merendine, bibite gassate e biglietti aerei per aumentare lo stipendio degli insegnanti, mentre da Confindustria è giunta la proposta di tassare al 2% i prelievi di contanti al bancomat sopra i 1.500 euro al mese. E ieri, ha cercato di fare il punto sul tema delle tasse il premier Giuseppe Conte, il quale nel dichiarare che l’esecutivo sia impegnato a sventare l’attivazione delle clausole di salvaguardia da 23 miliardi di euro, cioè ad evitare aumenti dell’IVA, ha altresì rimarcato come sia suo obiettivo reperire risorse per tagliare il cuneo fiscale in favore dei lavoratori dipendenti e allo stesso tempo che andrebbe riscritto il patto fiscale tra stato e cittadino onesto, prevedendo il carcere per i grandi evasori.Aumenti IVA su alberghi e ristoranti e a carico dei contribuenti deboli: proposta 5 StelleA parte che il carcere sia già previsto per il reato di evasione fiscale, che scatta al raggiungimento di determinate soglie di reddito non dichiarato e di imposta non versata, il punto è che questo governo, nato ufficialmente per non aumentare la pressione fiscale a carico dei contribuenti italiani, si sta rivelando assetato del sangue di questi ultimi, in linea con quasi tutti i governi di centro-sinistra che lo hanno preceduto. Andata all’opposizione la Lega ed entrato in maggioranza il PD, ecco che il focus del dibattito politico si è spostato dal taglio delle tasse – addio alla “flat tax” promessa da Matteo Salvini – al tormentone sempiterno del contribuente infedele, al carcere per chi evade le tasse, a come far pagare tutti di più, con la (vana) speranza di far pagare un giorno tutti di meno.Di Maio frena su nuove tasseE che sul piano della comunicazione il tema fiscale stia sfuggendo di mano al nuovo governo lo segnala anche l’intervento di ieri del ministro degli Esteri e portavoce del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, che ha voluto precisare come obiettivo di questa maggioranza sia e debba essere la riduzione delle tasse, non il loro aumento. Bocciata l’idea di tassare merendine, bibite gassate e biglietti aerei. Peccato che la proposta arrivasse da un esponente dei 5 Stelle e che fosse stata esternata prima ancora della sua nomina all’Istruzione, un po’ come avere premiato Fioramonti per una idea, che adesso il leader pentastellato ritiene essere sbagliata.Il tintinnio di manette contro i grandi evasori s’inserisce in quel clima di voluto terrorismo fiscale, che sempre è stato creato ad arte dai governi di sinistra, specie guidati da Romano Prodi. Sembrava essere stato abbandonato con la stagione renziana, ma adesso che l’ex premier fiorentino ha ufficializzato la scissione dal PD, ecco che Nicola Zingaretti può concentrarsi su quello che al Nazareno è sempre riuscito meglio: spaventare i contribuenti. Ed ecco che rispunta la campagna di stampa, sapientemente supportata dalle principali testate, in cui si additano le dichiarazioni infedeli tra i mali storici dell’Italia.Conte convoca i sindacati per non proporre nulla, se non il solito aumento delle tasseTorna la campagna di criminalizzazione dei contribuentiA breve torneranno le statistiche sulla categoria “x” che dichiara tot, sul titolare del bar che risulta più povero dei dipendenti, assisteremo a nuovi blitz mediatici della Guardia di Finanza per stanare il malcapitato di turno che ometta di battere lo scontrino, tutto con l’obiettivo di giustificare la caccia all’ultimo sangue del contribuente avido, omettendo di fare i conti per l’ennesima volta con gli sprechi pubblici e una realtà economica depressa e declinante.Ed ecco che siamo tutti colpevoli e potenziali evasori fino a prova contraria, che il paradigma sia ridiventato in men che non si dica il mantra “se non hai niente da nascondere, perché mai sostieni l’uso del contante?” e che la colpevolizzazione dei contribuenti sia imprescindibile per stanare sul nascere rivendicazioni fiscali che vadano nel segno di un abbassamento delle aliquote e del numero dei balzelli in circolazione. In pochi giorni è stato svelato il bluff di un’alleanza – quella tra Movimento 5 Stelle e PD – che solo in apparenza è stata siglata sull’obiettivo di evitare un disastroso aumento dell’IVA. Sarà un 2020 con nuove tasse “bellissime” e tutte introdotte con scopi nobili, come l’aumento degli stipendi dei docenti. E assieme al bastone arriverà la carota di un’IVA non (del tutto) aumentata. Come dire che la massima aspirazione a cui possa puntare l’italiano sia ormai che le tasse non aumentino, non che diminuiscano.La tassa sul contante proposta da Confindustria è una truffa per i risparmiatori [email protected]  


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