Gli abbonamenti Sky per la fibra ottica faranno vera concorrenza a TIM?

Gli abbonamenti Sky per la fibra ottica faranno vera concorrenza a TIM?


L’amministratore delegato di Sky Group, Jeremy Darroch, qualche giorno fa è stato esplicito, dichiarando a Business Insider che la controllata italiana Sky Italia ha intenzione di sbarcare presto sul mercato della fibra ottica, attraverso una campagna abbonamenti che punti a farne il secondo operatore domestico. A tale proposito, ha citato il caso del Regno Unito, dove circa un proprio abbonato su due ha ormai optato anche per i servizi in fibra ottica di Sky, rendendo il gruppo, appunto, secondo operatore.

In Italia, Sky ha stretto circa un anno fa un accordo in tal senso con Open Fiber, fornitore di servizi in fibra ottica in alcune realtà metropolitane d’Italia. La campagna abbonamenti non è ancora iniziata, perché probabilmente l’operatore internazionale rilevato di recente da Comcast ha voluto attendere prima la decisione dell’Autorità Garante per le Comunicazioni, la quale alla fine di maggio ha reso possibile il passaggio diretto dell’utente da una compagnia all’altra senza il bisogno di occuparsi in prima persona del disbrigo della parte burocratica. In pratica, il nuovo operatore contatterà il vecchio, chiuderà per conto dell’utente il contratto e ne accenderà uno nuovo.

Questo snellimento procedurale dovrebbe rendere più facile il passaggio da un operatore all’altro. In fondo, se ci pensate, spesso continuiamo a pagare anche qualcosa di più rispetto a una nuova offerta, perché ci scoccia sbrigare tutte le carte che ci richiederebbe il cambio di contratto, anche restando con lo stesso operatore in alcuni casi. Dunque, maggiore concorrenza a beneficio dei prezzi degli abbonamenti, almeno potenzialmente.

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Sarà vera concorrenza sul mercato della fibra ottica?

Esiste qualche dubbio sul fatto che l’ingresso di Sky sul mercato della fibra ottica si rivelerà un vantaggio per gli utenti. Open Fiber, che nei fatti fornirà al gruppo il servizio, risulta controllata al 50% da Enel e al 50% da Cassa depositi e prestiti. La CDP figura a sua volta tra i principali azionisti di TIM, sin da quando agli inizi dello scorso anno ha iniziato a rastrellare titoli della compagnia per privare Vivendi della maggioranza in assemblea, facendo sponda con Elliott, sbarcata in TIM nelle stesse settimane.

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CDP è a sua volta un ente controllato dal Tesoro all’82%, considerato una “longa manus” dello stato in faccende di natura industriale. Secondo voi, è mai possibile che lo stato contemporaneamente investa in TIM e attraverso un’altra controllata – Open Fiber – faccia concorrenza alla prima? Non è tutto, perché l’ingresso della CDP in TIM avvenne tra le speculazioni, divenute successivamente un’ipotesi tutt’ora allo studio della compagnia, di una fusione tra la rete dell’ex monopolista, una volta scorporata, e la stessa Open Fiber. Ad oggi, si litiga sui numeri dell’operazione, vale a dire sul valore eventualmente da assegnare alla rete TIM rispetto a quello della partner.

Quindi, Sky Italia sfrutterebbe l’alleanza con Open Fiber per entrare nel mercato della fibra ottica da una posizione di rilievo, cioè approfittando dei già 5 milioni di abbonati alla TV satellitare. Questo dovrebbe tradursi in una concorrenza accentuata con TIM, che risulta controllata, però, dallo stesso soggetto pubblico che controlla a sua volta l’alleato dell’operatore anglofono e che sta orchestrando la fusione delle due entità. Davvero pensate che sarà battaglia sui prezzi degli abbonamenti? Semmai, a pagarne il prezzo sarebbero verosimilmente gli altri due operatori: Vodafone e 3-Wind.

Errata corrige: le dichiarazioni di Darroch sono state riprese da Business Inder come virgolettati nel corso della presentazione agli investitori dei risultati di Comcast per il secondo trimestre 2019.

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