Il PD vuole cambiare il MES per salvare il governo e la faccia di Conte

Il PD vuole cambiare il MES per salvare il governo e la faccia di Conte

Il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, nel corso di un’intervista con Repubblica di qualche giorno fa ha lanciato tre proposte di grande impatto politico: cancellazione dei debiti pubblici sorti a causa del Covid da parte della BCE; creazione di un Tesoro comune per rendere strutturali le emissioni di debito sovranazionali; riforma del MES sanitario, così da rendere effettivamente disponibili i 400 miliardi di euro di fondi messi a disposizione per combattere la pandemia.In merito a quest’ultima proposta, Sassoli ha spiegato che i fondi dovrebbero essere trasferiti in capo alla Commissione europea, così da sganciarli dalle logiche dei governi, sottraendoli alle condizionalità di quelli più forti. Implicitamente, questa proposta dà ragione alle critiche di quei partiti “sovranisti”, che in tutti questi mesi hanno sostenuto la necessità che il MES sanitario fosse davvero privato delle condizionalità anche minime annesse alla richiesta dei fondi, paventando il rischio che alcuni governi soci dell’ente possano dopo le erogazioni pretendere il rispetto delle clausole ordinarie.Sassoli è uomo del PD, per cui questa sua proposta non può che essere considerata una ciambella di salvataggio lanciata dal Nazareno a Palazzo Chigi, con l’obiettivo di tutelare il governo e la figura del premier Giuseppe Conte. Sappiamo che quest’ultimo abbia sinora ostentato la sua opposizione al MES, andando in ciò in contrasto proprio con PD e Italia Viva. Ne ha fatto una questione di immagine, avendo promesso sin dalla primavera scorsa che mai avrebbe fatto richiesta dei fondi sanitari del MES.Sassoli rilancia il tema della cancellazione del debito in mano alla BCENiente MES sanitario sotto la pandemiaGrazie agli acquisti imponenti di debito realizzati dalla BCE, nessun governo si è trovato nelle condizioni di dover fare richiesta del MES sanitario. I costi di emissione dei titoli di stato sono ovunque bassissimi e persino negativi fino alle medio-lunghe scadenze. Perché mai recarsi col cappello in mano a Bruxelles per chiedere i quattrini ai partner dell’euro, in qualità di soci dell’ente, quando ci si può indebitare senza problemi sui mercati e senza dover rendere conto a nessuno su come si spendano i capitali raccolti?Ma il presente rischia di essere fuorviante. La Commissione non ripristinerà il Patto di stabilità fino a tutto il 2022, cioè fino a quando l’Eurozona non sarà tornata ai livelli di PIL pre-Covid. Ad un certo punto, verosimilmente nel 2023, i vincoli di bilancio torneranno in vigore. Se l’Italia per allora non sarà stata in grado di riprendersi economicamente e di tagliare il deficit sotto la famosa soglia del 3% del PIL, saranno dolori. E se pensate che ci sarà tempo per pensarci, vi sbagliate. I mercati tendono ad anticipare il futuro, iniziano a fiutare sin da adesso, grazie alle notizie sui vaccini, la possibile ripresa e con essa arriverebbe la “normalizzazione” graduale delle condizioni monetarie.La BCE farebbe pagare il “no” al MES a Italia, Spagna e PortogalloI rischi della ripresa dopo il CovidBisogna cambiare adesso il MES sanitario per renderlo fruibile senza condizioni tra alcuni mesi, ove servisse a paesi come l’Italia per finanziarsi a costi sostanzialmente nulli e sganciarsi dall’eventuale morsa dei mercati. E poiché ogni cambiamento nell’architettura istituzionale-finanziaria in Europa richiede generalmente lunghe e travagliate trattative, serve avviare sin da subito il dibattito. Non è detto che l’obiettivo verrà raggiunto.Sino a quando c’è la pandemia, paradossalmente nessuno stato dell’euro rischia sui mercati, grazie alla BCE. E nessuno avvertirà l’esigenza di modificare il quadro attuale, anzi proposte come quella di Sassoli rischiano di indisporre i “falchi” del Nord Europa, che vi vedono certamente un tentativo maldestro di scaricare sui partner dell’area i proprio debiti e le proprie inefficienze e senza neppure rendere conto. Ma i fondi del MES sanitario sono stati concepiti per la pandemia, dopo formalmente non servirebbero più. E sarebbe imbarazzante per Conte richiederli tra qualche mese, avendo fatto a meno nel corso dell’emergenza acuta. Dunque, il PD punta con ogni probabilmente non solo a cambiarne l’erogatore, ma anche a vestirli di qualcos’altro, un modo per confondere l’opinione pubblica attraverso il gioco delle tre carte.I lockdown in Italia e Spagna serviranno a giustificare il ricorso al MES[email protected] 


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