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Quanto è Utile La SEO | Web AlchLab | Servizi SEO & Web Agency | Bologna

Tags: marketing, sem, seo

La domanda sembra legittima in questo periodo: il potenziale commerciale dei social network potrebbe spingerti a pensare che sia meglio concentrarsi lì che sulla SEO per il proprio sito. Che queste piattaforme abbiano una grande utilità per il business è vero ma sono realmente più efficaci dei motori di ricerca? Scopriamolo insieme analizzando alcuni dati recenti!

Usi diversi per canali diversi

A volte tendiamo a dimenticarlo ma i social network sono nati per lo svago e l’interazione. E non tutti rispondono alla SEO visto che non sono stati creati con scopi prettamente commerciali. I motori di ricerca, come Google, hanno un obiettivo diverso: devono rispondere a delle domande! Quindi chi li consulta parte già da una condizione più favorevole all’azione. Questo tipo di pubblico può essere convertito più facilmente.

Uno studio sulle sessioni negli e-commerce

Lo studio E-commerce KPI Benchmarks realizzato nel 2016 ha preso in esame 87 milioni di sessioni su siti e-commerce. Google genera il 69% del traffico totale e il 61% del fatturato! Cosa significano questi dati? Che la SEO è fondamentale perché i motori di ricerca sono ancora la principale fonte di traffico e conversioni. Ma non è finita qui: il 43% del traffico deriva proprio dalle ricerche organiche! Quindi l’ottimizzazione e il posizionamento di un sito si confermano elementi più potenti degli annunci a pagamento anche per le conversioni.

Dove sono i social network in queste statistiche? A Facebook è dovuto solo il 2% del fatturato e un ulteriore 7% deriva da un insieme di fonti di minore importanza tra cui altri social network e Display Advertising. I dati sono chiari: Google rappresenta la prima fonte di traffico e di fatturato!

L’importanza di un sito responsive

Il 42% degli accessi è stato registrato da dispositivi mobili. Il fatturato associato è in realtà basso, solo il 21%, ma resta importante la qualità della navigazione. Infatti la fase di scelta avviene spesso proprio tramite smartphone mentre l’acquisto viene finalizzato su computer! Pare che questo avvenga in 1 caso su 3 e quindi è importante migliorare l’esperienza di navigazione da mobile. Ancora una volta, notiamo quanto sia importante la SEO per essere trovati dal potenziale cliente in fase di ricerca.

Che ne pensi di questi dati? Non ti preoccupare, non vogliamo scoraggiarti dall’impegno sui social network! Ma vogliamo ricordarti quanto potente sia la SEO considerando che la maggior parte di traffico e fatturato arriva da Google. Vuoi saperne di più o vuoi migliorare l’ottimizzazione del tuo sito? Contattaci e saremo lieti di aiutarti!

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Ottimizza le pagine del tuo sito in 5 passi con la SEO | Web AlchLab | Servizi SEO & Web Agency


Tags: marketing, sem, seo

È vero che i motori di ricerca stanno imparando a leggere le pagine di un sito in modo sempre più “umano”? Assolutamente sì. Questo non significa che abbiano smesso di apprezzare i contenuti ottimizzati! Scrivere in chiave SEO è ancora importante e possiamo aiutare Google & Co. a trovare più facilmente il nostro sito. Vuoi sapere come? Scopri i 5 passi per ottimizzare le tue pagine con la SEO in questo articolo!

Passo 1.      Ottimizza gli URL

L’URL di una pagina è il primo elemento che i motori di ricerca leggono. D’altronde, è semplicemente il suo indirizzo web! Spesso gli URL non sono ottimizzati e recitano un insieme di numeri e lettere assegnati casualmente alla creazione della pagina. Un indirizzo web corretto contiene la keyword principale e un titolo abbreviato, senza stopwords. Per farti un esempio pratico, ecco come potrebbe essere l’URL corretto di una pagina dal titolo “5 motivi per vivere vegan e bio”:

www.nomedominio.it/blog/5-motivi-vivere-vegan-bio

Prossimo punto!

Passo 2. Ottimizza il contenuto

Ogni tua pagina o articolo deve contenere almeno una keyword di riferimento, da utilizzare più volte nel testo. Questa regola ancestrale è ancora valida ma ora va letta in modo meno restrittivo: non solo i motori di ricerca riconoscono facilmente i sinonimi ma soprattutto premiano contenuti ben scritti. Perciò niente più sovraottimizzazione e parole chiave lanciate in giro per le pagine! Restano comunque alcune best practices come:

  • inserire la keyword nel titolo;
  • dividere il testo in paragrafi; 
  • utilizzare gli heading tag (i sottotitoli, che vanno da <h1></h1> ad <h6></h6>);
  • utilizzare la keyword in almeno un sottotitolo (possibilmente il primo);
  • utilizzare marcatori come grassetto e corsivo;
  • mantenere una keyword density indicativa di 1-3%;
  • utilizzare i sinonimi;
  • scrivere frasi brevi;
  • scrivere per le persone e non per i motori di ricerca.


Molte di queste “regole” hanno un effetto molto positivo sulla lettura. Pensa alla suddivisione in paragrafi, all’utilizzo di sottotitoli e allo scrivere testi di qualità. L’obiettivo dei motori di ricerca è aiutare le persone a trovare le informazioni migliori riguardanti le loro ricerche dunque è logico che si evolvano per valutare i contenuti da un punto di vista sempre più umano! 

Passo 3. Ottimizza i meta tags

Hai presente quando effettui una ricerca su Google ed esamini la SERP, la lista dei risultati, per trovare quello che cerchi? Di solito guardi il titolo e il breve testo sotto, giusto? Ecco, ti presentiamo i meta title e description! Sicuramente avrai già intuito la loro importanza: vanno ottimizzati per spingere l’utente a scegliere la tua pagina tra i tanti risultati della ricerca. Anche in questo caso ci sono cose importanti da ricordare, come il numero massimo di caratteri per il title (55/65) e per la description (155). Ovviamente la keyword principale non può mancare! Per dirla in maniera semplice, devi realizzare un mini copy che catturi l’attenzione del lettore.

Passo 4. Ottimizza i contenuti multimediali

La comunicazione si sta spostando sempre più verso l’utilizzo di contenuti multimediali. Avresti mai creduto che potessero influenzare la SEO? Invece è così perciò è importante applicare anche a loro alcuni accorgimenti. Il loro peso in termini di byte è molto importante perché determina la velocità di caricamento della pagina quindi attenzione alle dimensioni delle immagini! Il loro nome file dovrà riguardare il contenuto e includere la keyword.

Ed eccoci arrivati al tag alt, un elemento fondamentale nella gestione delle immagini on-site: questo tag determina il testo visualizzato al posto del media in caso di problemi di caricamento e dai software di lettura per non vedenti. Per i motori di ricerca è un parametro fondamentale perché determina l’accessibilità del sito a utenti di qualsiasi tipo. Ottimizzare il tag alt significa inserire un breve testo descrittivo, contenente la parola chiave, in grado di sostituire l’immagine.

Passo 5. Ottimizza i link

Inserire dei link all’interno della tua pagina permette ai tuoi utenti di accedere ad altri contenuti utili. Puoi includere link interni per dirigere i lettori verso altri articoli oppure suggerire risorse con un link esterno. In entrambi i casi, potresti essere tentato di utilizzare anchor texts come “Clicca qui” o “Scopri di più” ma sarebbe un errore! Se vuoi suggerire all’utente un altro articolo che approfondisce il punto a cui stai accennando ora, utilizza piuttosto parte della frase. Oltre ad avere ottimizzato il link avrai anche sottolineato un concetto come se avessi utilizzato un marcatore!

Ti è piaciuto l’articolo? È il momento di andare ad ottimizzare il tuo sito web con la SEO! Noi, invece, ci diamo appuntamento alla prossima settimana con un nuovo articolo.

Buona SEO on-page!


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HTTPS: è così importante? | Web AlchLab | Servizi SEO & Web Agency


Tags: e-commerce, sicurezza

Già da diverso tempo si sente parlare del protocollo certificato HTTPS, la variante sicura del HTTP a cui tutti siamo abituati. In realtà, ormai alla fine del 2017, questo nuovo protocollo dovrebbe essere la norma per tutti i siti web realizzati e già esistenti. Ma perché è così importante? È un problema affidarsi ancora al buon vecchio HTTP? Scopriamolo!

 

La differenza tra HTTP e HTTPS 

HTTP significa HyperText Transfer Protocol ed è il protocollo con cui le pagine ipertestuali vengono trasferite nel web. La variante sicura impiega il livello SSL (Secure Socket Layer) e garantisce che i dati trasmessi in entrata e uscita siano sempre crittografati e autenticati! Il protocollo certificato diventa ancora più importante nei siti che richiedono l’utilizzo di dati personali, informazioni di pagamento o contatti mail. Qualsiasi portale permetta di creare un account, acquistare un prodotto o iscriversi alla newsletter ha bisogno di un protocollo HTTPS. In caso contrario, le informazioni non sono al sicuro!

 

Gennaio 2017: la deadline

Il protocollo HTTPS esiste già da tempo ma da Gennaio 2017 è diventato realmente fondamentale. Perché? Perché da quella data tutti i siti che ne sono sprovvisti vengono segnalati da Google come potenzialmente pericolosi! Di certo un cartello di stop con la minaccia di rischi legati alla privacy e ai dati personali non è un bel biglietto da visita. Inoltre i siti senza il protocollo certificato sono già da tempo penalizzati nelle ricerche! 

Purtroppo la dicitura di sito “non sicuro” non è legata solo a e-commerce e siti simili. Anche un semplice blog che richiede un login per commentare gli articoli viene classificato negativamente! Se il tuo sito è stato realizzato recentemente, probabilmente il tuo protocollo è già HTTPS. Nel caso in cui non sia così, è il momento di risolvere il problema. 

 

Come ottenere il certificato SSL

Esistono diversi modi per ottenere il certificato SSL. La maggior parte dei provider di domini web offre l’aggiunta di certificati di sicurezza all’acquisto già effettuato. In alcuni casi esistono anche certificati SSL di base gratuiti, comunque utili nel caso di piccole realtà!

Se preferisci essere seguito da professionisti nella gestione della sicurezza del tuo sito, contattaci. Ti aiuteremo a ottenere il certificato SSL e migliorare la tua presenza online!


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Il raddoppio dei budget di Google AdWords che fa tanto discutere | Web AlchLab | Servizi SEO & Web Agency


Tags: adwords, google, marketing, sem

Hai già sentito parlare della notizia che ha colpito così negativamente gli inserzionisti di tutto il mondo? Te la riportiamo brevemente: Google ha modificato radicalmente la gestione dei budget di AdWords e ora una campagna può spendere fino al doppio del budget medio giornaliero. Come esperti di paid advertising, vogliamo parlarti di questa novità e degli effetti che avrà sulle attività di promozione online!

 

L’obiettivo espresso da Google

L’idea alla base di questo cambiamento è molto semplice. Secondo il motore di ricerca, questa novità permetterà agli inserzionisti di raggiungere più rapidamente i loro obiettivi! Ecco il tweet che annunciava il nuovo meccanismo di gestione del budget:


La modifica non incide sul limite mensile, quindi gli utenti non supereranno mai la cifra massima che sono disposti a spendere in un mese. Ciononostante, le reazioni a questo cambiamento sono state tutt’altro che positive.

  

Le reazioni degli utenti

L’annuncio di Google sul profilo Twitter di AdWords ha raccolto immediatamente molti commenti negativi. Te ne riportiamo alcuni:



Il cambio nella gestione dei budget non aumenta i costi del servizio e può rendere più semplice il raggiungimento degli obiettivi. Allora come mai gli inserzionisti hanno reagito così male?

 

Gli svantaggi della novità

Il primo punto a sfavore della novità introdotta da Google è l’impossibilità di disattivarla. Non è una caratteristica come il “boosting” selezionabile della campagna, è semplicemente un dato di fatto. Questo ci porta al problema principale: c’è il rischio di spendere tutto il budget disponibile ben prima della fine del mese! Questa eventualità può capitare nel caso ci sia un picco di traffico nei primi giorni del mese. Se, da un lato, il raggiungimento degli obiettivi può essere più facile, resta il problema di non poter garantire la continuità delle inserzioni. 

Nel caso tu voglia lanciare una campagna per un breve periodo di tempo, ad esempio una settimana, potresti finire il budget nei primi 3 giorni! La modifica apportata da Google crea grandi disagi soprattutto alle strategie che si basano sulla continuità delle inserzioni per un certo periodo di tempo.

 

Le possibili soluzioni

Il malcontento causato dai cambiamenti nella gestione del budget non è certo passato inosservato! È anche vero che non sappiamo se e quando Google interverrà per aggiustare il tiro. Per il momento, è necessario riconsiderare le strategie di advertising tenendo conto di questa situazione: purtroppo in molti casi questo si tradurrà in aumenti del budget allocato per la pubblicità. Oppure nell’accettare la possibilità di raggiungere il tetto di spesa prima della fine del mese!

Questa situazione delicata rende ancora più importante l’ottimizzazione delle campagne. Programmazione delle pubblicazioni e bidding manuale sono due strumenti su cui dovremo fare ancora più affidamento! Probabilmente questa novità da parte di Google ha reso AdWords meno adatto ai piccoli budget e agli utenti poco esperti. Speriamo che il motore di ricerca più usato al mondo se ne renda conto in fretta!

Cosa ne pensi di questo importante cambiamento? Se pensi di avere bisogno di un aiuto per la gestione delle tue campagne, affidati ai nostri servizi! Insieme realizzeremo pubblicità perfette per raggiungere gli obiettivi del tuo business!


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Misurare le performance di un sito web con Google Analytics  | Web AlchLab | Servizi SEO & Web Agency


Tags: analytics, google, marketing, sem, strategia web

Uno dei principali punti di forza delle attività di marketing digitali è sicuramente la possibilità di misurare le performance di un sito web – o del proprio blog – grazie a strumenti professionali e completamente gratuiti come Google Analytics. 

Una anteprima, anzi una vera e propria DEMO di Google Analytics, è accessibile a chiunque a questo link: 

https://analytics.google.com/analytics/web/?utm_source=demoaccount&utm_medium=demoaccount&utm_campaign=demoaccount#report/visitors-overview/a54516992w87479473p92320289/ 

che permette di visualizzare i dati “di prova” messi a disposizione da Google stesso per avere una panoramica delle funzionalità. 

Partendo dal principio, cerchiamo di capire quali dati raccolga Google Analytics e come possano essere utile nella misurazione delle performance web e social. 

La piattaforma ci propone in primis i dati macroscopici sul comportamento degli utenti, ci mostra quante persone abbiano visitato i nostri contenuti, quante nuove e di ritorno, e come sia stata la loro esperienza durante la navigazione. 

Giusto per entrare più nel dettaglio e comprendere la terminologia proposta da Google, cerchiamo di creare un mini Glossario per i termini più comuni: 

  • UTENTI: Gli utenti che hanno visitato il sito almeno una volta nell’intervallo di date selezionato 
  • NUOVI UTENTI: Gli utenti che hanno visitato PER LA PRIMA VOLTA il sito nell’intervallo di date selezionato 
  • SESSIONI: Sessioni totali sul sito (dato dalla somma delle prime visite degli utenti e del loro ritorno) 
  • NUMERO DI SESSIONI PER UTENTE: Frequenza con la quale un utente è tornato sul sito nell’intervallo di date selezionato 
  • VISUALIZZAZIONI DI PAGINA: Numero di pagine visualizzate in totale nell’intervallo di date selezionato 
  • PAGINE / SESSIONE: Numero di pagine visualizzate, di media, in una sessione  
  • DURATA MEDIA SESSIONE: Durata media di una sessione nell’intervallo di date selezionato  
  • FREQUENZA DI RIMBALZO: Percentuale di utenti usciti dal sito, dopo aver visitato una sola pagina senza interazioni 

 

Anche solo leggendo questi 8 semplici campi, possiamo avere un esploso funzionale e molto pratico (ed immediato) dei risultati che stiamo raggiungendo con la nostra presenza web. 

Ovviamente NON esistono dati positivi o dati negativi, ogni realtà è da analizzare contestualizzando le sue specifiche performance in base alla sua forma e a cosa proponga agli utenti della rete. 

Per fare un esempio di quanto la misurazione delle performance di un sito web sia soggettiva e specifica per ogni progetto, la Frequenza di Rimbalzo è forse il dato con la maggior volatilità a seconda del sito in analisi.  

Come Interpretare la “ Frequenza di Rimbalzo “: 

Un Blog può avere un valore pari o superiore all’80% di frequenza di rimbalzo (8 utenti su 10 escono dal sito senza visitare altre pagine) e nonostante questo dato potrebbe essere un blog estremamente performante e di grandissimo successo. 

Se un sito istituzionale/aziendale ci mostrasse la stessa Frequenza di Rimbalzo citata sopra nell’esempio del blog sarebbe da analizzare per cercare eventuali anomalie. Abitualmente, per un sito aziendale, la Frequenza di Rimbalzo si assesta infatti tra il 30% e il 60%. 

Anche cercando nelle Documentazioni Ufficiali Google, la risposta alla domanda “Un’elevata frequenza di rimbalzo è un male?” la risposta è “Dipende.” ? (fonte: https://support.google.com/analytics/answer/1009409?hl=it) 

 

 

Un dato che, a differenza di quello sopra analizzato, è sempre indicativo della qualità dei nostri visitatori è sicuramente la Durata Media della Sessione. 

Come interpretare la “ Durata Media della Sessione ”: 

Se questo valore superasse i 30 o 40 secondi, non ci sarebbero anomalie sensibili, differente sarebbe se trovassimo qui un dato pari a 1 o 2 secondi. In questo caso ci dovremmo porre la domanda “Cosa rende respingente il mio sito, facendo allontanare gli utenti dopo poco più di un secondo o immediatamente?” 

Le risposte potrebbero essere varie: dal contenuto della pagina non pertinente per le chiavi di ricerca per le quali si è posizionato, alla lentezza di caricamento del sito stesso. Ogni situazione va analizzata ad hoc, non esiste una risposta univoca per tutti. 

Unica eccezione a questa anomalia sono i siti sui quali gli utenti accedono per cercare un recapito dell’azienda (es: il numero di telefono della pizzeria da asporto); in questo caso anche visite lampo potrebbero essere accettabili, a patto che il telefono squilli effettivamente. 

Come interpretare i dati relativi alle performance di un sito web: 

Tutti gli altri valori, glossario alla mano, sono di facile interpretazione leggendo le didascalie. In questo primo articolo non approfondiremo la navigazione del menu sulla colonna di sinistra, ma a breve pubblicheremo le guide necessarie per conoscere ed imparare ad usare tutte le sezioni di questo strumento eccezionale. 

Sei di Bologna e vuoi scoprire subito come leggere TUTTI i dati di Google Analytics? 

Nel prossimo periodo, abbiamo in calendario 2 date dedicate a Google Analytics. Si tratta di una formazione di mezza giornata, durata 4 ore, più che sufficiente per analizzare tutte le sezioni disponibili e i dati forniti da questo strumento. 

Nello specifico le due date saranno: 

Venerdì 23 Febbraio – dalle 9:30 alle 13:30 — https://www.facebook.com/events/566471727036477/ 

Venerdì 23 Marzo – dalle 9:30 alle 13:30 — https://www.facebook.com/events/1974886739501422/ 

Entrami i corsi verranno tenuti presso gli Uffici Web AlchLab di Ozzano dell’Emilia, Via Emilia 68. Chi vi scrive, Andrea Lolli, sarà docente in queste due occasioni, accompagnandovi passo passo nel magico mondo delle statistiche web. 

Queste date, durante i 12 mesi di Piano Accademico, vengono riproposte con cadenza mensile o bimestrale. 

Per restare sempre aggiornato sul nostro calendario completo CLICCA QUI

E se hai già un sito, possiamo già fare il primo passo “pratico”, vediamo come: 

Logicamente, quelli che abbiamo “letto” ed interpretato in questo articolo erano dati di prova. Puoi però ottenere lo stesso risultato con il tuo sito; sarà sufficiente seguire questi semplici passi. 

Scopriamo come configurare ed integrare il codice di tracciamento di Google Analytics sul tuo sito web Wordpress. Sarà sufficiente: 

  • Accedere al tuo account Gmail (personale o aziendale) 
  • Navigare la home page di Google Analytics (https://analytics.google.com/) 
  • Cliccare il pulsante REGISTRAZIONE 
  • Compilare i campi nella pagina seguente, dove ti verranno richiesti: 
  • Nome dell’account (a tua discrezione) 
  • Nome del sito web (quindi il nome del tuo progetto o del tuo cliente) 
  • URL del sito web (qui inseriamo il primo dato reale relativo al sito internet del quale vogliamo monitorare le performance) 
  • Categoria (non fondamentale, ma suggerisco di lasciare sempre “Mercati Business e di Settore”) 
  • Fuso Orario (da impostare correttamente per non avere dati falsati dal fuso orario) 
  • Una volta completato questo passaggio vi verrà fornito l’ID di Monitoraggio che potrete inserire nel vostro sito Wordpress (sarà sufficiente usare un plugin Wordpress o incollarlo direttamente nell’Head del tema, in modo che appaia in tutte le pagine del sito) 

Fatti questi semplici passaggi, già dopo qualche minuto, comincerete a vedere i primi dati nella sezione “In Tempo Reale” e questo vi darà conferma che il codice sia stato installato correttamente. Da questo momento potrete iniziare a monitorare le performance del sito web al 100%, senza perder neanche il minimo dettaglio. 

Che dire… se non “Buona Lettura… dei grafici”!  

Hai difficoltà a collegare Analytics al tuo sito? Contattaci scrivendo a info@webalchlab.it, lo faremo noi per te! 


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Posizionamento SEO Geolocalizzato: Tutti i Trucchi per Essere ben visibili su Google Maps | Web AlchLab | Servizi SEO & Web Agency


Tags: pmi, posizionamento, seo, strategia web

Google Maps è uno dei navigatori più utilizzati sui dispositivi mobili, sia per gli utenti Android che IOS, e nel corso degli ultimi anni è diventato un contenitore sempre più ricco di informazioni su attività, negozi, orari, affluenza, ecc. Per questo, se si ha una attività commerciale o si offre un prodotto in una zona geografica ben circoscritta, lavorare sul proprio “Posizionamento SEO Geolocalizzato” e sulla propria presenza su Google Maps e Google Business / Google Places è diventato un “must” imprescindibile. 

Sia che la tua attività si trovi a Bologna, sia che si trovi a Padova, è fondamentale che – a fronte delle ricerche legate al tuo brand, al tuo “core business” o alla tua sede – compaia anche su Google Maps in prima posizione.

 

“Queste ricerche vengono effettuate da tuoi potenziali clienti,
perché lasciarsi sfuggire l’occasione che ci conoscano,
in modo completamente “passivo” e gratuito?!”

 

Cerchiamo ora di capire che cosa si intenda quando si parla di Posizionamento SEO, analizzando le differenze di obiettivi tra Posizionamento SEO Geolocalizzato, Nazionale o Internazionale. 

Posizionamento SEO è sinonimo di Posizionamento sui motori di ricerca grazie ad una attività di SEO, ovvero di Search Engine Optimization, ottimizzazione per i motori di ricerca. Il risultato di questo tipo di azioni di marketing è il raggiungimento delle prime posizioni sui motori di ricerca a fronte di ricerche contestualizzate al nostro settore, da parte degli “utenti del web” che ancora non ci conoscono ma necessitano dei nostri servizi. 

Per Posizionamento SEO Geolocalizzato si intende quindi tutto quel “set” di attività orientate a valorizzare su Google la visibilità di un luogo fisico, sia esso un punto vendita o la sede di produzione aziendale, rendendola più facilmente rintracciabile da parte degli utenti e, collateralmente, più facilmente raggiungibile. 

Grazie al Blocco di Google Maps, già nella sua forma “base”, abbiamo la possibilità di fornire agli utenti che cerchino il nostro negozio informazioni indispensabili quali: 

  • Nome e Tipologia di Attività; 
  • Indirizzo (e possibilità di ricevere indicazioni stradali in tempo reale); 
  • Numero di telefono, Numero Verde o Numero Pronto Intervento; 
  • Collegamento al sito Web. 

Queste prime 3 “call to action”, ovvero chiamate all’azione che proponiamo ai nostri clienti, risultano indispensabili e sufficienti, come funzioni base, ma Google Maps si è fortemente evoluto nel corso degli ultimi anni, fornendoci svariati blocchi aggiuntivi per accrescere la nostra presenza (anche come ingombro sulla pagina) e trasmettere una autorevolezza maggiore. 

Se la mia attività è su Bologna, piuttosto che su Ozzano dell’Emilia – come il nostro laboratorio digitale – il mio obiettivo sarà quello di farmi trovare a fronte di ricerche tematiche (o di Brand) sia da Bologna Città che da Castel San Pietro Terme o Imola (per chi non conoscesse la zona, sono le aree metropolitane più ampie nella zona ovest di Bologna, lungo la Via Emilia). 

Tornando al nostro breve glossario, per Posizionamento SEO Nazionale e Posizionamento SEO Internazionale sono invece intese quelle azioni di Ottimizzazione e Indicizzazione sui Motori di Ricerca orientate a dare visibilità al nostro sito a fronte di ricerche tematiche (di parole chiave di settore) su tutto il territorio nazionale, italiano nel primo caso, straniero e in lingua nel caso di Posizionamento SEO Internazionale. 

Riportiamo ora il focus al protagonista di questo nostro articolo, dato che molto spesso i risultati del Posizionamento SEO Geolocalizzato sono i più concreti per le PMI (piccole medie imprese) o per le piccole attività commerciali locali… e si possono fare praticamente a costo zero o affidandosi ad una agenzia competente. Proprio per questo motivo, anche noi di Web AlchLab, stiamo molto spesso proponendo questo tipo di attività come azioni preliminari come primo passo nel mondo del web a tutte quelle realtà – ad oggi – presenti solo nel mondo offline, analogico. 

Analizziamo ora nel dettaglio il risultato finale che ogni azienda o piccola attività commerciale dovrebbe ambire ad ottenere con l’ottimizzazione della propria scheda Google Maps. 

Il caso qui presentato ci mostra la scheda Google Maps del Negozio Mediaworld di Bologna, all’interno del Centro Commerciale Meraville, zona Roveri. 

La loro scheda, completa quasi al 100%, ma carente in un elemento molto importante che vedremo a fine articolo, mostra ben più dei normali recapiti telefonici, stradali e web. Possiamo notare come il blocco si componga di diversi dati interessanti, quali per esempio: 

  • Una Fotografia della sede (o il Logo aziendale) compaiono in alto, stile copertina, accanto ad una anteprima della mappa; 
  • 363 Recensioni lasciate dagli utenti / visitatori (non proprio tutte positive, avendo una media di 3.6 stelle) spiccano subito sotto al nome dell’attività e alle due chiamate all’azione principali (Call to Action “Sito Web” e “Indicazioni Stradali”. 

A seguire troviamo le indicazioni stradali complete e subito sotto iniziano i blocchi più “nuovi” e interessanti, valorizzati in modo importante da Google negli ultimi anni. Troviamo infatti: 

  • Domande e Risposte (degli utenti); 
  • Recensioni Online presenti su portali esterni, in questo caso Mondovolantino; 
  • Orari e Giorni con la maggior affluenza al punto vendita; 
  • Le ultime recensioni da parte del pubblico, con anteprima del testo scritto (in questo caso specifico, come potete notare, si tratta di critiche abbastanza feroci alle carenze del customer care – fisico e telefonico). 

Ovviamente, trattandosi di una catena di enormi dimensioni, gli utenti non cercheranno particolari conferme sull’affidabilità dell’azienda; in questi casi cercano – molto più spesso – l’indirizzo e le indicazioni stradali per raggiungerla.  

Per le realtà medio / piccole, non appartenenti a Franchising o Catene di Distribuzione a livello nazionale o internazionale, ciò che appare nel blocco di Google Maps ha la funzione fondamentale di “Indicatore di Fiducia” dell’attività. Un buon numero di recensioni, con 4 o più stelline, e la presenza di domande e risposte esaustive e chiare sono due strumenti fondamentali per catturare sin dai primi istanti la fiducia del nostro pubblico e convincerlo a sceglierci, recandosi in negozio. 

Ciò che dobbiamo essere in grado di trasmettere è la nostra competenza nel settore, unico elemento differenziante in grado di distinguerci dai competitor e di spiccare agli occhi dei nostri futuri prospect o clienti. Questo lo possiamo fare raccogliendo buone recensioni e lavorando bene nel quotidiano, curando la nostra clientela rispondendo alle domande online e tenendo sempre aggiornati i nostri dati sul Motore di Ricerca (es. orari di apertura, chiusure straordinarie / festive, ecc). 

Per concludere la parte, meramente tecnica, legata all’Ottimizzazione SEO della propria scheda Google Maps, vediamo cosa possiamo aggiungere ancora al nostro Blocco Google Maps per Massimizzare il Posizionamento SEO Geolocalizzato della nostra attività?   

Da qualche tempo, Google ha introdotto i Post: brevi blocchi testuali con una immagine decorativa, contenenti link alle pagine del nostro sito web o pagina Facebook. Si tratta di una novità abbastanza recente, questa sezione di Google Local Business è ancora con la targhetta “NEW” vicino al titolo. 

Abbiamo inoltre la possibilità di mostrare alcuni Video sul nostro canale Youtube. 

Questi ultimi due strumenti, ma in particolare i Post, hanno un potenziale eccezionale. Grazie a questi brevi POST, che ricordano molto la Vetrina Servizi o Prodotti messa a disposizione da Facebook, possiamo ottenere diversi risultati interessanti: 

  1. Dare un “tocco di colore” alla nostra scheda Google Maps / Google Local Business, arricchendola anche graficamente; 
  2. Creare un carosello (sempre restando nella terminologia Facebook) di elementi riassuntivo dei Servizi o Prodotti che proponiamo; 
  3. Aumentare il numero di Chiamate all’azione presenti nel Blocco Google Maps / Google Local Business, creando corsie preferenziali per accedere alle sezioni interne del nostro sito (strettamente collegare con la tematica descritta dal post stesso). 

Per fare un esempio pratico, nel caso di una attività di “Educatore Cinofilo a Bologna”, la scheda Google Maps oggetto di una azione di Posizionamento SEO Geolocalizzato dovrebbe essere composta in questo modo: 

Nome Attività: Mario Rossi | Educatore Cinofilo e Istruttore Comportamentale | Bologna 

Tipologia di Attività: Scuola di Cinofilia 

Post: La scheda Google Maps perfettamente ottimizzata dal punto di vista SEO, mostrerebbe un Post per ogni tipo di attività svolta, per esempio: 

  • Corsi di Educazione Cinofila Base a Bologna (con breve descrizione e link alla pagina del sito legata al servizio); 
  • Corsi di Disc Dog e Agility a Bologna; 
  • Corsi di Obedience a Bologna; 
  • Corsi di Utilità e Difesa a Bologna;

** Nota: la forzatura nel ripetere la località può essere tranquillamente omessa, ma è spesso utile – soprattutto in fase iniziale – per consolidare un lavoro di Posizionamento SEO Geolocalizzato fatto sulle pagine del sito in fase di Ottimizzazione SEO. 

Per fare un altro esempio, l’azienda o il libero professionista che opera nel settore sicurezza domestica, impianti di allarme e video sorveglianza, sulla provincia di Padova, dovrebbe presentarsi con: 

Nome Attività: Luigi Verdi | Allarmi, Impianti Civili di Sicurezza e Videosorveglianza | Padova 

Tipologia di Attività: Elettricista 

Post: La scheda Google Maps perfettamente ottimizzata dal punto di vista SEO, mostrerebbe un Post per ogni tipo di attività svolta, per esempio: 

  • Impianti di Sicurezza per la tua casa a Padova; 
  • Impianti di Videosorveglianza domestica a Padova; 
  • Sicurezza e Impianti di Allarme per Casa a Padova; 
  • Impianti di Allarme a Padova? A quale marchio affidarsi? (si possono fare anche post meno “autoreferenziali” è più discorsivi, in modo da educare – se necessario – il proprio visitatore)

Prima di concludere, è importante ricordare come – nei post – si possa personalizzare anche il pulsante della Chiamata all’azione . Possiamo quindi sostituire il classico “Scopri di più” con “Acquista ora”, “Prenota Online” e tanto altro! 

Da dove posso gestire tutto questo?  

Direttamente da https://business.google.com/ per quanto riguarda foto, dati e post; basterà invece utilizzare il proprio canale Youtube per la parte Video (sicuramente più impegnativa per i profani). 

La forma attuale delle schede Google Maps / Google Local Business ha aperto uno scenario importante in termini di visibilità locale e Posizionamento SEO Geolocalizzato; che tu sia un educatore cinofilo a bologna o un elettricista a Padova, la presenza su Google Maps per farti trovare da nuovi clienti è, ad oggi, un “Must have”. 

Le caratteristiche del blocco Google Maps descritte in questo articolo erano in fase beta a fine 2016 e sono state introdotte nel corso del 2017, ma ancora oggi moltissime realtà non hanno fatto nessuna azione di ottimizzazione sulla propria scheda Google Local Business. Molte aziende e negozio, a dir la verità, non sanno di averne una e non l’hanno mai rivendicata.

Proprio per questo motivo, con l’inizio del mese di Marzo abbiamo deciso di fare 3 forti azioni di sensibilizzazione su questo argomento: 

  • “La Guida Completa su Google Maps e Google Local Business”, pubblicazione scaricabile in formato pdf, sarà inviata a tutti i nostri iscritti alla newsletter lunedì 19 marzo alle ore 10! Qui troverete tutti i punti fondamentali per Rivendicare, Completare e Ottimizzare in piena autonomia la propria scheda. 
  • Nuovo Pacchetto “GoogleLocalBusiness2018” rivolto alle piccole attività e ai negozianti che non siano in grado (o non abbiano tempo e voglia nella routine quotidiana) di ottimizzare la propria presenza in autonomia. Con questo pacchetto, proposto ad un prezzo di lancio di 149€ iva inclusa, faremo tutto noi! Creeremo, popoleremo e ottimizzeremo la tua scheda in modo che il tuo negozio non sia più INVISIBILE! 
  • Per lavorare in modo sinergico sul territorio, partendo dal nostro laboratorio web digitale di Ozzano, proporremo il Pacchetto GoogleLocalBusiness2018 a 99€ iva inclusa per tutte le attività e i negozi a Ozzano dell’Emilia. Questa iniziativa è orientata a valorizzare il territorio e i professionisti che lo popolano, dando loro la giusta visibilità ad un prezzo assolutamente accessibile a tutti. 

Nota: Entrambi i pacchetti sono una tantum e non prevedono alcun canone di rinnovo! Se hai una attività, un negozio o una catena di punti vendita e, ancora oggi, non sei presente su Google Maps o non hai mai rivendicato la tua scheda Google Local Business… cosa aspetti? Contattaci! 


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La deadline di Google per passare al protocollo HTTPS | Web AlchLab | Servizi SEO & Web Agency


Tags: e-commerce, google, sicurezza

Un po’ di tempo fa abbiamo parlato di alcuni motivi per cui passare al protocollo di sicurezza HTTPS. Lo stesso Google ha sempre sottolineato l’importanza di garantire una navigazione sicura attraverso questo strumento. Ora, però, non si parla più di scegliere se aderire o meno a questa richiesta: da Luglio 2018 Chrome segnalerà tutti i siti HTTP come non sicuri!

 

L’impatto del cambiamento

Attualmente Chrome rappresenta più del 50% dei browser Internet utilizzati nel mondo. L’impatto di questa novità sarà notevole perché condizionerà negativamente la navigazione degli utenti sui siti non sicuri. In pratica, noteremo un aumento nel bounce rate e un calo drastico di vendite sugli e-commerce o iscrizioni sui blog!

I rischi per la tua presenza online sono notevoli, sia che tu lavori principalmente in Italia o all’estero. In alcune nazioni l’uso di Chrome arriva fino a oltre il 70% dei browser e non scende mai sotto il 39%! Subire la segnalazione costante di “sito non sicuro” durante la navigazione degli utenti rappresenterà un danno economico e di visibilità ingente.

 

Come verrà segnalato un sito non sicuro

Oggi la navigazione su un sito non sicuro è segnalata in modo discreto. Cliccando sull’icona con la “i” cerchiata nella Omnibox (la barra degli indirizzi di Chrome) puoi leggere alcune informazioni, compresa la mancanza di un certificato di sicurezza. Con l’aggiornamento alla versione 68 del browser, un avvertimento esplicito indicherà che la navigazione e le attività sul sito sono a rischio!

 

La segnalazione su pagine con contenuto misto

A volte una pagina web richiama contenuti (come JavaScript o CSS) da fonti esterne che potrebbero non avere il protocollo di sicurezza. L’annuncio di Google non parla esplicitamente di questo caso. Ma è conveniente presumere che queste pagine ricevano una segnalazione! Esistono diversi strumenti, come il tool di controllo di Google Lighthouse, per verificare la presenza di questi contenuti e decidere come gestirli.

 

Migrare da HTTP a HTTPS è veramente necessario?

Prima di questo annuncio di Google, la migrazione verso HTTPS era una scelta obbligata per pochi siti. Escludendo e-commerce e altri portali che facevano uso di iscrizioni e dati personali, il bisogno del protocollo di sicurezza sembrava limitato. Ma da Luglio 2018 la sua assenza causerà un crollo di visite e vendite per qualsiasi sito a causa dell’avvertimento esplicito dato da Chrome! Siamo onesti: a nessuno piace navigare per un sito e continuare a leggere una segnalazione che avverte dei suoi pericoli.

Ormai il passaggio a HTTPS è inevitabile. Esistono innumerevoli certificati, anche gratuiti o molto economici, che permettono di rendere meno traumatica questa transizione. Quindi il costo non è più una giustificazione per rimandare!

E tu? Hai messo al sicuro la navigazione degli utenti con un sito HTTPS?


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Come usare Google Trends per Analisi di Mercato o per Analizzare la Concorrenza | Web AlchLab | Servizi SEO & Web Agency


Tags: analytics, branding, google, Google Trends, posizionamento, strategia web

Nato nell’ormai lontano 2004, Google Trends è stato completamente rinnovato – sia dal punto di vista grafico che nelle funzioni – nel 2015, ma ancora oggi, pur trattandosi di uno degli strumenti più immediati per fare Analisi di Mercato e Analizzare la Concorrenza e le mode del momento, pochi utenti lo conoscono e ancora meno lo utilizzato. 

Proprio per questo suo ruolo ancora “marginale” nel quotidiano di chi opera nel settore web (sia come agenzia web specializzata, sia come azienda presente online con un sito web o un ecommerce), abbiamo deciso di creare una breve guida dedicata a come usare Google Trends per studiare il mercato nel quale si opera ed i propri competitor. 

Esistono decine di portali e servizi gratuiti – e non – per analizzare i propri competitor, in primis ricordiamo SEM Rush, ma Google Trends ha una funzione leggermente diversa. La sua logica lo rende un ottimo strumento “accessibile a tutti” per capire i Trends Macroscopici di un mercato al fine di ottimizzare il proprio piano editoriale nel prossimo periodo o il proprio catalogo prodotti in vista di una evoluzione del proprio settore merceologico. 

 

Google Trends: Le sezioni principali per Analizzare un Mercato Digitale 

Partiamo dalla home page di Google Trends, visibile qui https://trends.google.it/trends/ e iniziamo subito – a colpo d’occhio – a comprendere le potenzialità dello strumento. Un riassunto delle principali tendenze web del momento, simile alle classifiche sugli hashtag più in voga su Twitter o Instagram, ci viene presentato con il titolo Notizie di Tendenza Attuali. 

Se operiamo nel settore news e attualità, magari con un blog seguito da una vera e propria redazione, questa lista potrebbe essere utilissima per valutare le pubblicazioni del giorno o della settimana. Ovviamente, trattandosi di una classifica generata in base alle pubblicazioni recenti e alle ricerche eseguite dagli utenti, per molti giornalisti di cronaca potrebbe rivelarsi troppo “lenta” e ormai datata come contenuti, ma per i blogger e portali di approfondimento può essere una vera e propria miniera d’oro in termini di informazioni e spunti. 

 

Google Trends: Funzioni Base di Analisi 

Prima di analizzare la composizione della pagina di Google Trends e tutte le sue funzioni, vi voglio presentare altre due sezioni macroscopiche, ma interessanti, raggiungibili dai sitelink (link minori, presenti nei risultati di ricerca – divisi su due colonne – sotto al risultato principale). 

In primis vediamo la sezione TRENDS 2017 ITALIA visibile qui https://trends.google.it/trends/yis/2017/IT/ e aggiornata di anno in anno con i dati dei 12 mesi dell’anno solare precedente. 

Interessante anche la sezione TOP CHART presente qui https://trends.google.it/trends/topcharts nella quale troviamo un riassunto, diviso per macro argomenti, di tutte le tematiche in vetta alle classifiche di interesse, presenti sul motore di ricerca. 

Concludiamo l’analisi di queste aree “dinamiche” proposte da Google Trends con la sezione Tendenze nelle Ricerche visibile qui https://trends.google.it/trends/hottrends e perfetta per avere una vera e propria classifica, divisa per giorno, relativa alle news più popolari e lette. Abbiamo ovviamente la possibilità di filtrarle per nazione, così da vedere la lista relativa alla nostra area geografica di interesse, quella dove operiamo o dove risiede la nostra clientela, nel caso di business con mercati internazionali. 

Da notare come, in questa ultima sezione, sia presente una barra di colore arancione sotto al titolo di ogni notizia. Qui ci viene indicato da Google il numero di ricerche fatte per quel termine specifico e questo dato, essendo molto probabilmente dati presi dallo “Strumento per le Parole Chiave” di Google Adwords, fa riferimento alla media matematica sugli ultimi 12 mesi. 

Andiamo ora ad analizzare, invece, il funzionamento “canonico” di questo potentissimo strumento. Come si può vedere nella schermata qui sopra, nella quale abbiamo eseguito una ricerca di questo tipo: 

Keyword Analizzate: “web agency” “agenzia marketing” “agenzia di comunicazione” 

Periodo: 2004 – oggi 

Località: Italia 

E a fronte di questi pochi, semplici, parametri impostati nella barra di ricerca (e nei 2 menu sottostanti dedicati a località e periodo di interesse) l’interfaccia di Google Trends ci propone una Analisi del Mercato legata a queste terminologie sia dal punto di vista temporale che geografico. 

google trend

Google Trends: Dati Temporali e Geografici per una Analisi di Mercato Web 

Vediamo chiaramente come, nel periodo analizzato, la popolarità di questi termini si sia ridotta, molto probabilmente per il propagarsi di soluzioni fai da te e strumenti semplici e pronti all’uso anche per chi non opera nel settore web. Per via dei listini, spesso onerosi, molte realtà aziendali italiane prediligono soluzioni low cost e si rivolgono ad agenzie solo in presenza di progetti più strutturati e con business plan meglio definiti, con marginalità per il marketing. 

I valori del grafico, su scala 1 – 100 non indicano il numero di ricerche fatte dagli utenti per queste parole chiave, altrimenti lo strumento sarebbe ridondante con quello presente in Google Adwords, bensì ci propongono un indice percentuale della popolarità del termine (o dei termini in questo caso) nel tempo. 

Possiamo quindi dire che gli anni 2004-2005 siano stati quelli più ricchi di ricerche di questo tipo, potenzialmente la domanda di questi servizi potrebbe non essere calata negli anni successivi, molto più probabilmente si sono diversificati i termini di ricerca. Tra poco vedremo come capire quale sia il termine più attuale e più in trends, quando analizziamo il mercato nel quale operiamo. 

Passando ad analizzare i dati geografici, a fronte di 3 parole chiave inserite nel sistema, ci vengono proposti 3 mappe ben distinte – ciascuno del colore specifico dell’etichettà visibile in alto – nelle quali possiamo vedere il “focus” geografico di queste mode, regione per regione. 

Se nel menu a tendina in alto, dove abbiamo selezionato ITALIA, avessimo lasciato la visualizzazione estesa a tutto il mondo, avremmo visto un planisfero (con le nazioni evidenziate in base al trend) invece della cartina dell’Italia. Ovviamente, con queste 3 parole chiave, essendo termini italiani, la ricerca ci avrebbe fornito dati geografici praticamente superflui, concentrati principalmente nel territorio nazionale. 

 

Come leggere ed “utilizzare” questo dato geografico? 

Se la nostra azienda fosse alla ricerca di regioni e aree geografiche italiane nelle quali creare una nuova rete vendita, una nuova squadra di commerciali pronti a bussare alle porte delle aziende e delle attività potenzialmente interessate ai nostri servizi, questa mappa del paese ci potrebbe già indicare un dato utilissimo, ovvero quali regione manifestino il maggior interesse per questo tema. Possiamo notare infatti una forte asimmetria nei risultati, alcune regioni hanno un colore ben acceso, altre sembrano ignorare completamente questo tipo di servizi. 

 

Query Associate: Trovare nuove parole chiave per azioni SEO sul proprio sito 

La sezione più importante, contenente il maggior numero di spunti per lavorare sul proprio piano editoriale e sulla sezione blog, è sicuramente quello delle Query associate. Questa sezione ci mostra infatti le terminologie di settore più “di moda” nel periodo di tempo analizzato e quelle con la miglior crescita nel tempo (da qui il termine impennata che vediamo scritto accanto a ciascuna parola chiave). 

Possiamo, con questi dati, capire come si stiano muovendo i nostri competitor e analizzare il mercato di riferimento e la sua evoluzione, riusciamo potenzialmente a prevedere i trends in arrivo e quelli ormai in fase di declino, dando una forma sinergica a queste mode nelle nostre azioni web e SEO. 

Per concludere, vediamo un ultimo dato interessante fornito da queste schermate riassuntive: dal menu a tendina dove leggiamo la dicitura “In Aumento” possiamo selezionare “Più Cercate”. Cambiando questa impostazione Google Trends ci mostrerà la classifica di risultati con il maggior numero di Query (ricerche) su Google, nel territorio nazionale. Anche questo dato, anzi soprattutto questo dato – se letto in combinazione con i trends in aumento – ci può dare informazioni utili per analizzare il mercato di riferimento, per capire dove siamo oggi, da dove siamo arrivati e dove siamo diretti. 

Proprio oggi, durante la stesura di questo articolo, ho trovato tra le news di Google News – sul mio telefono Android – un interessante articolo (link) redatto da Intravino nel quale venivano analizzati i trends del settore Vinicolo proprio grazie all’utilizzo di Google Trends. Una vera rarità vedere una applicazione di questo strumento su un blog di questo tipo, l’articolo non è particolarmente approfondito, ma ci permette di avere conferma di come – conoscendo Google Trends – si possano ricavare dati interessanti nell’analisi di qualsiasi settore di attività e mercato di riferimento.

 


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Novità 2018 Google Local Business – Come utilizzare Eventi e Offerte su Google | Web AlchLab | Servizi SEO & Web Agency


Tags: branding, google, pmi, posizionamento, strategia web

Sono finalmente arrivate, tra la fine di Marzo e l’inizio di Aprile, le novità 2018 di Google Local Business; nuove funzioni e nuove tipologie di pubblicazioni sono ora disponibili per le nostre attività commerciali.

Fino a qualche mese fa Google Local Business permetteva ai gestori delle schede Google Map e Google Business di pubblicare “Post” e brevi articoli, rendendoli visibili direttamente sulla pagina di ricerca di Google, in modo completamente gratuito.

Proprio per la grande potenzialità di questo strumento e la sua facilità di utilizzo, avevamo pubblicato un articolo dettagliato su questo argomento, visibile qui:

Posizionamento SEO Geolocalizzato: Tutti i Trucchi per Essere ben visibili su Google Maps

Ma da febbraio di quest’anno ad oggi, Google ha già introdotto due novità importanti per questo inizio 2018. Google Local Business si rinnova e si amplia, potenziando gli strumenti forniti.

In fase di creazione post il pop-up da compilare, ad oggi mostra due nuove sezioni, rispettivamente Evento e Offerta.

Evento era, in realtà, già disponibile come “variante” del post classico, ma ora ha una sezione dedicata – decisamente più chiara e immedita per tutti gli utenti.

Come terzo ed ultimo elemento troviamo Offerta, una novità a nostro parere eccezionale introdotta da Google e rivolta a Negozianti, Commercianti e – perché no?! – anche a gestori di siti ecommerce… Un ottimo strumento per chi voglia valorizzare uno sconto o promozione, sia online che offline.

Iniziamo ora a vedere nel dettaglio quali siano le caratteristiche di queste due nuove tipologie di pubblicazioni, visibili in anteprima nelle immagini qui a sinistra.

Google Local Business – Gestione Codici Sconto e Offerte.

Analizziamo in primis la sezione Offerte e i campi messi a disposizione da Google Local Business; l’interfaccia è visibile nell’immagine a sinistra e si compone di pochi semplici passaggi.

Non mancano i campi classici, comuni anche ad un post tradizionale pubblicabile passando al tab Novità, quali Immagine, Testo, Titolo e Link.

Per le Offerte, troviamo inoltre i seguenti campi:

  • Data e Orario di Inizio
  • Data e Orario di Fine
  • Codice Sconto
  • Link di destinazione (facoltativo, ma fondamentale nel caso di sito Ecommerce)
  • Termini e Condizioni di Utilizzo (facoltativo)

Abbiamo quindi tutto il necessario per descrivere l’oggetto della nostra offerta e renderla comprensibile ed utilizzabile dai nostri utenti, utilizzando appunto il codice sconto inserito. Adatta sia ad attività di vendita tradizionale, che vendita online, questo meccanismo è ormai familiare a moltissimi utenti e assolutamente di facile interpretazione ed utilizzo.

Google Local Business – Gestione Eventi.

Passando invece al secondo dei tre tab disponibili, i campi messi a disposizione nella sezione Eventi è praticamente identica a quella delle scontistiche, ad eccezione del campo Codice Sconto, non presente in questa tipologia.

Restano invariati i campi legati ai parametri temporali dell’evento; sono quindi richiesti data e ora di inizio e fine così da poter definire i limiti di tempo dell’evento (o dell’offerta nel caso precedente).

Per l’evento, a differenza del Coupon che ci permetteva di definire solo il link di destinazione per l’utilizzo del codice sconto, è inoltre disponibile il campo “Aggiungi un pulsante”, identico nel funzionamento a quello presente nei post e completamente personalizzabile.

Impostando questo pulsante andremo a definire quella che vorremo proporre come CALL TO ACTION ai nostri utenti. Suggerisco, inoltre, di fare sempre attenzione alla dicitura utilizzata qui, scegliendo la più adatta caso per caso, e alla pagina di destinazione che raggiungeranno i nostri utenti al clic.

Sia il testo del pulsante utilizzato come “Call to action” che la pagina di atterraggio (landing page) devono essere definite con attenzione e logica.

L’obiettivo è sempre quello di incuriosire con i pochi elementi testuali disponibili in fase di compilazione del post o dell’offerta, per poi spiegare, chiarire e “convertire in cliente” il visitatore una volta fatto approdare sulla nostra pagina di destinazione e di atterraggio, tecnicamente landing page.

Dove appariranno Eventi e Offerte inseriti su Google Local Business?

Come i normali post, dei quali abbiamo già a lungo trattato nell’articolo di febbraio 2018 – visibile qui https://www.webalchlab.it/seo-blog/posizionamento-seo-geolocalizzato-tutti-trucchi-ben-visibili-google-map.html – gli elementi che andremo a creare in Google Local Business appariranno sempre nella colonna di destra di Google a fronte di ricerche legate al nostro brand, indirizzo o punto vendita.

Presenteranno, in entrambi i casi tutti i campi compilati in fase di creazione e, per le pubblicazioni legate ad Offerte e Codici Sconto, avremo una vistosa etichetta arancione accanto al titolo.

Mano a mano che i gestori di attività Google Local Business inizieranno ad utilizzare sempre più di frequente questi nuovi strumenti forniti da Google per le attività locali, gli utenti si abitueranno sempre di più a questo tipo di contenuti e di grafica. Nel corso dei prossimi mesi, quindi, non è da escludere un consistente aumento in termini di utilizzo di questo tipo di strumenti – data l’efficacia e l’immediatezza – e conseguentemente anche i risultati ottenuti da ogni azione andranno aumentando.

Ad oggi possiamo sottolineare come questo tipo di contenuti, presentati sulla “bianchissima” pagina di Google, abbiano un’ottima visibilità grazie all’utilizzo delle immagini e del colore. Dai test fatti negli ultimi mesi, abbiamo avuto modo di notare come le immagini create con sfondi a tinta unita e colori pastello abbiano risultati (in termini di clic) migliori rispetto ad immagini a sfondo bianco. Parliamo di un incremento del 300% in alcuni casi, a parità di messaggio testuale.

Questo accade perché più colorato è l’elemento che presentiamo, maggiormente sarà lo stacco rispetto al colore dominante sul motore di ricerca, il bianco.

Conclusioni e considerazioni sulle Novità Google Local Business 2018:

Personalmente siamo rimasti entusiasti da queste nuove funzioni introdotte, soprattutto perché – a differenza dei normali post Google Local Business – questi elementi relativi a Codici Sconto, Coupon ed Eventi hanno una visibilità decisamente più lunga. Se un post normalmente permane sulla pagina 7 giorni (e qualche tempo in più nelle SERP mobile, anche se questo dato non risulta ufficialmente confermato da Google), Eventi e Offerte avranno un notevole vantaggio in termini di visibilità grazie alla loro durata estesa. Saranno visibili infatti fino alla data e all’ora impostati nei campi dedicati, permettendoci di presentare il post per un periodo ben superiore ai 7 giorni.

Ad oggi non esiste uno strumento di programmazione per questo tipo di contenuti, ma piattaforme come Hootsuite (https://hootsuite.com) permettono di programmare la pubblicazione di contenuti anche su questo tipo di canale, dandoci così il vantaggio di poter programmare ed automatizzare il nostro piano editoriale.

Per oggi è tutto, ora non vi resta che andare su Google Local Business ed iniziare la creazione dei vostri primi eventi e offerte su Google Local Business.

Per chiudere vi ricordo che, accedendo alla propria scheda di gestione dell’attività su Google Local Business, avrete sempre modo di analizzare i dati statistici di ogni singolo post. Google in questo caso non ci fornisce molte informazioni dettagliate, solamente numero di visualizzazioni e di clic, ma altri interessanti numeri legati alla navigazione di questi utenti si possono poi – logicamente – trovare su Google Analytics, là dove la destinazione dei nostri post sia un vero e proprio sito internet.


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GDPR: cosa cambia con la normativa sulla gestione dei dati? | Web AlchLab | Servizi SEO & Web Agency


Tags: cookie-law, gdpr, lavorare nel web, privacy-policy, sicurezza

Hai già sentito parlare di GDPR? Sicuramente sì. Questa sigla è ormai un tormentone dell’ultimo periodo e sta causando preoccupazione in molte aziende. In questo articolo scoprirai che cos’è questa normativa e come influenzerà il tuo business!

Una normativa necessaria

Negli scorsi anni abbiamo assistito a molte gravi minacce per la sicurezza dei dati. Scandali che hanno coinvolto grandi agenzie governative, attacchi informatici: la tutela delle informazioni personali è un tema caldo. Ed è logico se consideriamo quanta tecnologia c’è nelle nostre vite e quante volte i nostri dati sono richiesti o analizzati (anche solo da un semplice dispositivo smart).

Il General Data Protection Regulation è un regolamento istituito dalla Commissione Europea il 25 Maggio 2016 con validità dal 25 Maggio 2018. Questa normativa interessa tutti gli enti o le aziende che trattano i dati dei cittadini dell’Unione Europea, tutelando il modo in cui vengono conservati e usati.

Le principali caratteristiche del GDPR

Cosa distingue il GDPR dalle altre normative in fatto di gestione dei dati? Ecco gli elementi principali.

Acquisizione del consenso

La richiesta di consenso al trattamento dei dati dev’essere esposta in modo chiaro e semplice. Insomma, niente più pagine oscure di Termini e Condizioni! E revocare il consenso deve essere facile tanto quanto darlo. Se necessario, le aziende devono essere in grado di dimostrare che hanno avuto conferma prima di trattare i dati.

Notifiche sulle perdite dei dati

Se l’azienda subisce una perdita o un furto di dati, ha l’obbligo legale di notificare l’accaduto entro 72 ore. In casi gravi, oltre all’Autorità di Controllo, può essere necessario informare anche i diretti interessati.

Diritto alla cancellazione

Il soggetto dei dati deve poter richiedere facilmente la loro cancellazione, secondo specifiche motivazioni.

Privacy by Design

I dati trattati vanno protetti in ogni modo possibile quindi l’azienda deve mettere in campo soluzioni organizzative e tecnologiche idonee alla tutela delle informazioni personali.

Il rischio di sanzioni

Cosa può succedere a chi non si uniforma al GDPR? L’ammontare delle sanzioni dipende dal tipo di infrazione. La multa massima ammonta al 4% del volume di affari registrato l’anno precedente o fino a 20 milioni di euro. Violare i principi della Privacy by Design o non avere il consenso per il trattamento dei dati sono esempi tipici di infrazioni che vengono punite con questa sanzione. Ma anche non comunicare in tempo un furto di dati è un errore che fa incorrere in multe salate.

Cosa cambia per il tuo business?

L’attuazione del GDPR sta influenzando il lavoro di molte aziende. In pratica, i punti principali da considerare sono due:

– come acquisisci i dati;

– come li tuteli.

Da un lato, devi accertarti che il modo in cui raccogli le informazioni sia trasparente ed esplicito. Dal form di contatto all’acquisto sull’e-commerce, deve essere chiaro che stai conservando i dati e deve essere possibile dare il consenso o negarlo.


E per proteggere le informazioni raccolte? Devi assicurarti che la tua infrastruttura informatica sia sicura e in grado di resistere agli attacchi. Questo vale anche per il tuo sito web! Nella peggiore delle ipotesi, devi poter scoprire immediatamente il furto per comunicarlo all’Autorità di Controllo.

Vorresti migliorare la sicurezza del tuo sito web per essere conforme al GDPR? Contattaci oggi per una consulenza!


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