Scuole chiuse in Campania, preludio di didattica a distanza in tutta Italia Separator InvestireOggi.it

Scuole chiuse in Campania, preludio di didattica a distanza in tutta Italia Separator InvestireOggi.it

Il governatore Vincenzo De Luca era stato chiaro e ha mantenuto la promessa. Aveva avvertito i campani che avrebbe chiuso un po’ tutto con mille nuovi contagi al giorno. E giovedì, il dato superava la soglia indicata, per cui ha ordinato la chiusura delle scuole fino al prossimo 30 ottobre. In Campania, dunque, si torna alla didattica a distanza, si spera solo per un paio di settimane. Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha definito la decisione “gravissima”, segno che nella stessa maggioranza di governo non ci sarebbe unanimità di vedute sul tema.Sempre giovedì, i contagi in Lombardia superavano quota 2.000. Ormai, galoppano di giorno in giorno e di questo passo non si esclude più un secondo “lockdown”.Ottobre rosso per De Luca, la sua Campania è la nuova Lombardia che tanto criticavaSe mai tornasse, però, sarebbe stavolta solo la tappa finale di un percorso che prevedrebbe la chiusura progressiva delle attività maggiormente a rischio. E le scuole, mobilitando circa un quinto della popolazione italiana, non è inutile dire che saranno prima o poi nel mirino dello stesso governo centrale e di tutte le regioni.La didattica a distanza ha funzionato meglio delle previsioni tra marzo e giugno di quest’anno. Qualche anno fa sarebbe stata impossibile da implementare, mentre oggi la diffusione capillare di internet e dei dispositivi informatici tra i ragazzi rende tutto molto più semplice. Tuttavia, scuole chiuse e “lockdown” vanno a braccetto. Se tieni alunni e studenti a casa, chi bada ai più piccoli? Il problema è proprio questo: se chiudi le scuole, costringi almeno un genitore per famiglia a starsene a casa. Non tutti hanno la disponibilità dei nonni nelle vicinanze, né sarebbe auspicabile una simile scelta, essendo gli anziani i più esposti alla pandemia, mentre bambini e adolescenti risultano perlopiù asintomici.Scuole chiuse preludio di secondo “lockdown”Sotto il “lockdown”, la didattica a distanza funzionò proprio perché milioni di genitori stessi rimasero a casa grazie allo “smart working” o per l’impossibilità di recarsi al lavoro, causa chiusura dell’attività. Oggi, le cose stanno molto diversamente. Gran parte dei telelavoratori sono rientrati in ufficio e le attività sono tutte aperte. La Campania sarà un mini-test per capire se vi sia modo per adattarsi alla nuova realtà o se la chiusura delle scuole sia insostenibile in questa fase.Se l’esperimento funziona, questione di settimane e un po’ in tutta Italia si opterà per chiudere le scuole. Anche perché i genitori stanno patendo oggi stesso grossi disagi. Molte classi finiscono in quarantena dopo la scoperta di un caso positivo. I figli rimangono a casa per almeno una decina di giorni, devono sottoporsi al tampone a inizio e fine quarantena, con tanto di file alle Asl o dal medico. Giornate di lavoro perse e, soprattutto, incertezza sul futuro. In realtà, è un po’ come se già adesso per molte famiglie vi fosse un “lockdown” di fatto.Se l’esperimento campano non funzionasse, le cose non si metterebbero meglio per gli italiani. A quel punto, il governo penserà che non si possa fare a meno di chiudere un po’ tutte le attività non strettamente primarie e il “lockdown” nazionale si avvicinerebbe prima di Natale. La tendenza è questa anche nel resto d’Europa, con i contagi fuori controllo in Francia, Regno Unito e Spagna e in forte crescita pure in Germania. Questo vuol dire solo una cosa: la famosa ripresa a “V” di cui abbiamo cincischiato nei mesi scorsi si allontanerebbe. Non possiamo, anzi, escludere che il pil nel quarto trimestre torni a ripiegare. Sarebbe una batosta per tutti. Chi ha perso il lavoro a causa del Covid non avrebbe grosse speranze di ritrovarlo presto. Molte imprese esalerebbero l’ultimo respiro e lo stato accuserebbe una voragine fiscale difficilmente colmabile nei prossimi anni.Come il Fondo Monetario prepara i governi a imporre nuovi lockdown[email protected] 


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