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Smart working, così ha fatto aumentare il costo delle bollette

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Smart working, così ha fatto aumentare il costo delle bollette

Si è parlato spesso e volentieri dello smart working, di come ha cambiato il mondo del lavoro e anche la socialità, nonché gli effetti negativi sui grandi centri urbani svuotati dai lavoratori. Finora, però, nessuno aveva analizzato le conseguenze del lavoro da remoto sull’aumento delle spese domestiche, in particolare bollette di luce, gas e acqua.Lavorare da casa fa spendere di più per il riscaldamento e non soloLavorare da casa offre innumerevoli vantaggi: un risparmio sul costo del carburante o dei mezzi pubblici, sui pasti che si possono consumare a casa invece che al bar, senza dimenticare la ormai nota maggiore produttività e il bilanciamento tra lavoro e tempo libero. Tado, azienda specializzata nella climatizzazione domestica, ha messo in evidenza come lo smart working pesa anche sul riscaldamento domestico. Solo lo scorso inverno, gli italiani che lavorano da casa, hanno speso il 22% in più rispetto all’inverno precedente.In base allo studio, che ha riguardato anche 32mila famiglie italiane, il cambio di abitudini imposte dalla pandemia, in particolare per chi si è trovato obbligato a lavorare da remoto, ha determinato una spesa maggiore per la bolletta del gas, senza considerare la luce e l’acqua. Dovendo passare molte più ore a casa per lavoro, i costi per le spese domestiche sono nettamente aumentate. L’Italia e la Spagna sono i due paesi in cui il consumo è rincarato maggiormente rispetto a Svezia e Danimarca.L’idea del co-workingOvviamente, se da un lato sono aumentati i costi delle bollette, bisogna sempre tenere conto che il risparmio su altri voci di spesa è abbastanza evidente. Come anticipato ad inizio articolo, il lavoro da remoto permette di contenere i costi del carburante o in genere per i mezzi di trasporto, anche pranzare a casa costa di meno.Su questo punto alcune teorie hanno messo in rilievo che chi opera da remoto, spesso non riesce più a scindere la vita lavorativa da quella domestica e non di rado finisce per lavorare di più o perché distratto o per una minor organizzazione. Non a caso ha iniziato a spopolare anche l’idea del co-working, spazi e uffici condivisi dove lavorare da remoto senza le distrazioni della vita domestica, a cui si aggiunge anche il progetto della vacanza-lavoro all’estero, un’idea che molti paesi hanno fatto diventare realtà anche per rilanciare il turismo.Vedi anche: Smart working all’estero: da Dubai all’Islanda, il lavoro agile lontano da casa[email protected]


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